Un bel dolce nella notte degli sherzetti ci può stare, ma non diamo retta alle idee fasulle: All Hallow's Eve significa Vigilia di Tutti i Santi, e proviene da un antico capodanno Celtico irlandese, per simboleggiare il confine con l'aldilà, quando lo strato fra il mondio dei vivi e quello dei morti si assottiglia. NON E' LA FESTA DELLE STREGHE(CHE SI SVOLGE IN PRIMAVERA).
Inevitabilmente dobbiamo parlare di piante officinali, per capire le origini di questa ricorrenza, diventata una farsa commerciale, priva di sognificato.
Prima del XVII secolo l’uso delle piante ricche di alcaloidi (molecole che agiscono sul Sistema Nervoso) era per lo più considerato una “pratica demoniaca dell’occulto”, quella che oggi invece prende il nome di farmacologia.
In passato si sa, erano le donne le specialiste in Botanica Farmaceutica, maneggiavano con sapienza piante come l’aconito, lo stramonio, il giusquiamo, la mandragola, la cicuta e la belladonna.
Anche secoli fa esistevano i “congressi dei terapeuti” del tempo. Uno di questi, nell’immaginario popolare, è passato alla storia come la “notte di maghi e streghe”, ma cadeva in primavera, non il 31 ottobre! Guaritrici, sciamani e maghi si riunivano nei cosiddetti Sabba, termine comparso a partire dal XV sec fino al XVII. Il nome sembra derivare dall’antico sabbat (sabato), forse in relazione all’antisemitismo medioevale, per indicare pratiche che si dicevano in onore dei demoni, poco consone al cristianesimo.
Nei Sabba, si preparavano varie pozioni a scopo divinatorio-allucinatorio, per indurre i viaggi psichici[1]. Solo per dare un’idea, ecco un unguento dell’epoca arrivato ai giorni nostri con tanto di grammatura: 30g aconito, 30g belladonna, 30g cicuta in 30g di cenere e 15g di grasso di maiale. La cenere basica estrae il principio attivo dalle piante permettendo lo scioglimento nel grasso animale, il quale è a sua volta facilmente assorbibile dalla pelle e soprattutto dalle mucose.
Il rito, interrotto per secoli, riprende in epoca romantica alla fine del ‘700 come festa nelle leggende germaniche e scandinave, di queste famosa è la notte di Valpurga: ma è la cristianizzazione di una festa pagana, che cade nella notte fra il 30 aprile e il primo maggio e affonda le sue radici in usanze celtiche. Per i Celti di oltre 2000 anno fa, era un bellissimo inno alla gioia e il rito non aveva nulla di demoniaco: accendevano grandi fuochi per scacciare spiriti maligni, invocando la fertilità del suolo e delle persone.
Ma chi era Valpurga? Per chi non lo sapesse, non certo una strega, bensì una Badessa, Monaca Cristiana e Guaritrice inglese, del XVIII secolo.
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[1] Il “viaggio psichico” è una pratica ancora in uso fra certi sciamani di zone tropicali o subtropicali, allo scopo si servono di funghi allucinogeni o del peyote, un cactus ricco di mescalina, potente alcaloide psichedelico.